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By Tullio Manzoni

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Ma, è tutt'altro che vuota, perché ospita sia parte del cervello che il cervelletto» (1559, libro VIII, cap. 1, p. 190). Anche Jean Riolan (1629, p. 585) tenta di giustificare Aristotele con gli stessi argomenti di Berengario da Carpi, ma nell'antichità furono diversi gli anatomisti che ritennero falsa la nozione aristotelica (Argenterio, 1566, p. 182; Piccolomini, 1586, libro V, lectio I, p. 249; Bauhin, 1590, p. 198). Secondo alcuni studiosi, questo errore dimostrava che Aristotele non aveva mai aperto di persona una scatola cranica (Lewes, 1864, p.

R74v-175r; Alderotti, 1527, f. 361v). Se questa cella diventava più umida, il soggetto aveva una cattiva memoria, perché diventava madida, cioè rammollita dall'umidità (Manzoni, 1998, pp. 125-6). 5 Le proprietà speciali della superficie volare della mano Aristotele e gli antichi medici e filosofi avevano assegnato proprietà speciali alla cute della superficie volare della mano. Come accennato in precedenza, Galeno aveva affermato che questa regione cutanea era la parte del corpo umano che più delle altre si avvicinava alla condizione dell' eukrasia ad pondus.

Questa mancanza di qualità contrarie, determinata dall'equilibrata commistione dei quattro elementi, conferiva alla superficie volare delle dita, la vola manus, la capacità di rilevare piccole differenze sia di consistenza che di calore degli oggetti e delle diverse parti del corpo: tutto ciò che veniva apprezzato meno caldo di questa cute era definito freddo, se più caldo, caldo; tutto ciò che veniva apprezzato più cedevole veniva definito molle, ovvero umido, se meno cedevole, duro, ovvero secco.

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